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Presentazione di Marco Scalabrino di Nat Scammacca 

Brooklyn 1924 – Erice 2005. Nella sua complessità di uomo, artista, sognatore, attraverso la cima del monte caro alla divina Venere, Nat Scammacca è ormai consegnato al mito, alla storia della letteratura, siciliana, italiana e internazionale. Sta, adesso, agli studiosi, ai letterati, alla critica leggere, studiare, pronunziarsi sul valore di ogni suo singolo lavoro e sulla globalità delle sue innumerevoli ed eterogenee opere. Opere che (prendendo le mosse dal suo ripudio di ogni establishment politico, economico, culturale, di ogni regime e di ogni guerra) spaziano dagli elzeviri sul ruolo della poesia e dei poeti nel contesto della nostra società (pezzi divulgati, sin dalla metà degli anni Sessanta, sulla Terza Pagina del settimanale TRAPANI NUOVA) ai volumi di poesia, di narrativa, di traduzione, di saggistica, gli iniziali pubblicati sotto l’egida della CELEBES di Costantino Petralia e de IL VERTICE di Carmelo Pirrera, quindi dalla editrice TRAPANI NUOVA e dalla Cooperativa ANTIGRUPPO e, a partire dalla seconda metà degli anni Settanta, in collaborazione con la Cross Cultural Communications del poeta ed editore newyorkese Stanley H. Barkan. Solo a mo’ di esempio, citiamo alcuni titoli: A lonely room, del 1966; Una possibile poetica per un Antigruppo, del 1970; Bye Bye America, del 1972; ANTIGRUPPO 73 e ANTIGRUPPO 75; Nuova poesia scozzese, del 1976; Due Mondi, del 1979; Sikano l’Americano!, del 1989; Ericepeo voll. I, II e III del 1990; The Hump, del 1994; Three translators of poems by Duncan Glen, del 2001